Notiziario dell'Ordine degli Avvocati di Palermo

Pier Giorgio Morosini è il nuovo presidente del tribunale di Palermo

Palazzo di giustizia Palermo

“Il tribunale sarà la casa dei diritti di tutti”. Con queste parole si è insediato, lo scorso 4 maggio, il nuovo presidente del tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini. E proprio nel giorno del suo insediamento Morosini ha deciso di invitare i rappresentanti delle varie comunità presenti in città, a cominciare dall’imam della moschea, lo sceicco Badri Al Madani.

Per Morosini, per anni sostituto procuratore in Cassazione, questo è “un ritorno a casa”, come ha sottolineato il procuratore generale Lia Sava, visto che a Palermo ha lavorato per anni.

“Per me è un onore – ha detto il neopresidente – sono venuto da un piccolo centro della Romagna, Cattolica, subito dopo le stragi del 1992 e ci sono rimasto per 25 anni, sentendomi un figlio adottivo di questa città”. E nel tribunale che ora dirige vuole portare proprio “l’accoglienza e l’apertura a varie sensibilità” che “sono il patrimonio e la ricchezza culturale di Palermo”.

Morosini ha chiesto che il tribunale sia “anche quello delle tante minoranze, non solo etniche” ed ha fatto riferimento ai lavoratori più sfruttati e senza diritti “come i rider e quelli del settore della logistica”. Il presidente ha focalizzato l’attenzione anche sul tema dell’uguaglianza di genere e dei migranti, recitando e ricordando l’articolo 3 della Costituzione.

La cerimonia di insediamento si è svolta davanti alla prima sezione penale del tribunale, presieduta da Raffaele Malizia. A dare il bentornato a Morosini anche il presidente della Corte d’Appello, Matteo Frasca, che lo ha definito “un magistrato di livello autenticamente straordinario”.

A dare il benvenuto a Morosini anche il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati, Dario Greco: “L’Avvocatura palermitana dà il bentornato a Palermo al Presidente Morosini, nella città in cui hanno perso la vita tanti martiri della legalità. Palermo è anche la città di Biagio Conte: per questo tutti gli operatori della Giustizia hanno il dovere di non dimenticare gli ultimi, gli emarginati, i negletti, gli indifesi e persino gli indifendibili.

Siamo certi che con il nuovo Presidente del Tribunale, le cui doti professionali e umane sono a tutti note, potrà proseguire il rapporto di leale e proficua collaborazione per il miglioramento della funzione giudiziaria nella nostra terra”.

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